Dal piatto al calice, tour nel gusto

Dal piatto al calice, tour nel gusto

Taste experience nella casa-ristorante di Maria Luisa, a Monterotondo.

L’arancio è il colore che sta tra cielo e terra, tra il giallo del sole, il rosso dei grappoli d’uva, il marrone delle zolle che si preparano al lungo sonno invernale. L’arancio è il colore del calore, quello che ti avvolge appena metti piede in un luogo che sembra casa.

E’ la “casa-ristorante” di Maria Luisa a Monterotondo: la Rocca del Gusto. Ne ha fatto una scelta di vita insieme al marito e quando ti parla capisci subito che il ristorante è la sua casa, l’obiettivo per il quale, un giorno ha messo in gioco coraggio e passione.

La passione ce l’aveva da sempre: fornelli, orto, frantoio, forno, frutteti, materie prime a filiera corta; il coraggio l’ha tirato fuori quando ha compreso – e poi deciso – che la passione valeva più di un lavoro necessario a sopravvivere ma non a vivere. Pienamente.

La sfida nel 2010: l’enoteca-wine bar che alcuni compaesani avevano interpretato come ‘bettola’ finisce il suo tempo e lascia spazio al progetto di Maria Luisa: una ‘casa’ dove accogliere col senso dell’ospitalità e dell’armonia, come si fa tra amici, offrendo cibi e vini, frutto di tradizioni antiche, rigorosamente del territorio e trasformati secondo un codice etico-biologico che diventa connotazione salutare imprescindibile. Oggi più che mai.

In questa cornice, ha poi ‘dipinto’ il quadro che le frullava in testa da tanto tempo:

cucina che va a caccia di storie gastronomiche di paesi e luoghi d’un tempo, ormai perse o dimenticate.

Maria Luisa le recupera, le reinterpreta e le trasmette come memoria storica, coltivando con cura le radici dell’identità.

Un lavoro di testimonianza che diventa anche sperimentazione di ‘nuovi’ elementi-base mixati con materie prime locali e, soprattutto, di stagione. Già, perchè ogni cosa ha il suo tempo e in cucina sono le stagioni a ‘dettare’ il menù, non i ‘capricci’ del cliente distratto. Così, capita che Maria Luisa con grandi occhi neri e un sorriso che racconta la passione di una giovane donna, la soddisfazione di lavorare con le mani e il cuore, ti parli da ‘innamorata’ delle sue uova in trippa alla romana, o della crespella del giorno (gustosissima quella con bufala, pomodoro e salsa di olive del territorio) o della crema di ceci e della bieta rossa che non è facile trovare dal contadino ma lei sa dove andarla a cercare.

L’obiettivo è portare sulla tavola degli ospiti sempre qualcosa di buono e di sano

Qualcosa che colpisca i sensi, accedendoli, qualcosa che accarezzi il palato ed esalti il gusto, qualcosa che ti coccoli dopo una settimana di lavoro e stress, qualcosa che trasformi un sabato sera in una sera da assaporare.
In cucina il target di Maria Luisa è tanto semplice quanto non scontato:

L’alta qualità della materia prima è la mia guida perchè sono convinta che siano gli alimenti e la loro storia a parlare.

“Per questo nel menù che cambiamo ogni due mesi perchè camminiamo con le stagioni che ci danno i frutti della terra, ci sono prodotti rigorosamente locali e biologici, dalla carne alle uova, ai formaggi e salumi, dalle farine alle verdure, miele, cioccolato, latte, olio, oltre a prodotti certificati come presidi slowfood”.

Se questa è la policy della Rocca del Gusto, non c’è da stupirsi se in cantina si fanno nuove scoperte. Nella Carta dei vini ci sono solo piccole aziende che fanno grandi le regioni del vino italiane, vignaioli autoctoni come i loro vitigni e molto lontani dai circuiti brandizzati e mediatizzati. Vignaioli che il vino lo fanno prima per passione poi per venderlo: da questa prospettiva la selezione che va dai bianchi leggeri ai bianchi di corpo e i rosati, dai rossi di media struttura fino a quelli strutturati, è come un viaggio nell’essenza, tra viti, storie di vino e di persone, famiglie, mani.

Così scopro con piacere che in Carta, tra gli altri, ci sono i vini di Marilena Barbera (Cantine Barbera, Menfi, Sicilia) – Microcosmo, Coste al Vento e La Bambina – e quelli di Matteo Ceracchi (Piana dei Castelli, Velletri, Lazio) : ho apprezzato il Merlot 2013, in attesa di degustare il Follia.

Vini di terroir e vignaioli con le mani sporche di terra.

 

Le mani di Maria Luisa sono grandi e generose: tengono insieme il piacere di fare ciò che sente e proporlo a chi ha voglia di scoprire La Rocca del Gusto.

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